Sicurezza sul lavoro

Datore di lavoro RSPP: requisiti e formazione

Datore di lavoro RSPP: requisiti e formazione

Datore di Lavoro che Svolge il Ruolo di RSPP: Requisiti e Formazione

Il datore di lavoro RSPP è la figura che, quando la legge lo consente, assume personalmente i compiti di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, senza affidarsi a un professionista esterno o interno dedicato. È una scelta comune tra piccole e medie imprese, perché sembra ridurre i costi di gestione della sicurezza. Ma la possibilità di ricoprire questo ruolo non è automatica: dipende dal tipo di attività, dal numero di lavoratori e dal rispetto di un percorso formativo obbligatorio, oggi ridisegnato dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. In questo articolo vediamo chi può davvero diventare datore di lavoro RSPP, quali obblighi restano comunque a suo carico, quanto dura la formazione richiesta e cosa rischia chi salta questo passaggio.

Cosa significa che il datore di lavoro fa da RSPP

Normalmente il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) è gestito da un RSPP nominato dal datore di lavoro, interno all’azienda oppure esterno tramite consulenza specializzata, puoi approfondire come funziona nel nostro servizio di RSPP esterno. L’articolo 34 del D.Lgs. 81/08 introduce però una deroga: consente al datore di lavoro, spesso indicato con l’acronimo DL-RSPP o DLSPP, di svolgere lui stesso, in prima persona, i compiti previsti per l’RSPP oltre, in alcuni casi, a quelli di addetto al primo soccorso, prevenzione incendi ed evacuazione.

Questa possibilità nasce per alleggerire gli oneri organizzativi delle imprese più piccole, dove la nomina di una figura dedicata rischierebbe di essere sproporzionata rispetto alla reale complessità dei rischi presenti. Non significa, però, che il ruolo diventi facoltativo o informale: la legge impone requisiti dimensionali precisi e una formazione obbligatoria, verificabile in caso di ispezione ASL o INAIL.

Quando il datore di lavoro può assumere il ruolo di RSPP

L’Allegato II del D.Lgs. 81/08, richiamato dall’articolo 34, individua le tipologie di azienda che possono ricorrere a questa opzione. Il criterio è sempre una combinazione di settore di attività e numero di lavoratori occupati.

Aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori

Possono rientrare nella deroga, con un’eccezione importante: restano escluse le aziende soggette a obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi della normativa Seveso, le centrali termoelettriche, gli impianti e i laboratori nucleari, le attività estrattive e minerarie e la fabbricazione o il deposito di esplosivi, polveri e munizioni. Per questi settori ad alto rischio strutturale, il legislatore non ammette l’autogestione da parte del datore di lavoro, indipendentemente dal numero di dipendenti.

Aziende agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori

Stessa soglia dimensionale delle imprese artigiane e industriali, senza le esclusioni settoriali previste per queste ultime.

Aziende della pesca fino a 20 dipendenti

Per il comparto ittico la soglia si abbassa a 20 lavoratori, in ragione della specificità dei rischi legati all’attività.

Tutte le altre aziende fino a 200 dipendenti

Per i settori non espressamente elencati nelle categorie precedenti, la soglia sale fino a 200 dipendenti: una platea che comprende buona parte del commercio, dei servizi e degli studi professionali. Se la tua azienda supera queste soglie, o rientra tra i settori esclusi, la nomina di un RSPP esterno o interno diventa obbligatoria.

Audit Gratuito: puoi richiedere informazioni sulla tua situazione aziendale.

Cosa verifica l’Audit: attestati, scadenze, obblighi formativi, DVR, aggiornamenti mancanti.
Ti forniremo una panoramica sulle criticità, elenco non conformità, priorità da sistemare e piano operativo. Un controllo preventivo individua problemi prima che diventino contestazioni formali.

RICHIEDI L’AUDIT GRATUITO

Gli obblighi che restano comunque in capo al datore di lavoro

Un punto spesso frainteso: anche quando il datore di lavoro assume direttamente il ruolo di RSPP, non si libera delle responsabilità che l’articolo 18 del D.Lgs. 81/08 gli attribuisce come datore di lavoro in senso stretto la valutazione dei rischi, redazione e aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi, nomina del medico competente dove previsto, formazione dei lavoratori, fornitura dei dispositivi di protezione individuale. Il ruolo di RSPP si somma a questi obblighi, non li sostituisce. Chi valuta questa strada deve quindi mettere in conto un carico di responsabilità doppio: quello ordinario di datore di lavoro e quello tecnico di RSPP, con tutte le competenze normative, gestionali e relazionali che questo comporta.

La formazione obbligatoria per il datore di lavoro RSPP dopo l’Accordo Stato-Regioni 2025

La formazione per chi vuole ricoprire questo ruolo non è mai stata facoltativa, ma il quadro è cambiato in modo sostanziale con il nuovo Accordo Stato-Regioni, firmato il 17 aprile 2025 e pubblicato il 24 maggio dello stesso anno (atto Rep. n. 59/CSR). Il testo ha sostituito integralmente il precedente accordo del 21 dicembre 2011, introducendo una struttura più semplice e più uniforme tra i settori.

Il vecchio sistema, ancora valido in fase transitoria

Fino al 24 maggio 2026 restano validi i corsi avviati secondo l’accordo del 2011, che prevedeva una durata crescente in base alla classe di rischio ATECO dell’azienda: 16 ore per il rischio basso, 32 ore per il rischio medio, 48 ore per il rischio alto, articolate nei quattro moduli Normativo, Gestionale, Tecnico e Relazionale. Gli attestati già conseguiti restano validi anche dopo questa data.

Il nuovo percorso: corso base datore di lavoro + modulo RSPP

Con l’Accordo 2025, la formazione del datore di lavoro si costruisce su due livelli. Il primo è il corso base obbligatorio per qualunque datore di lavoro, indipendentemente dal fatto che intenda o meno fare da RSPP: 4 ore di formazione generale, uguali per tutti i settori, più una parte specifica di durata variabile in base al livello di rischio: 4 ore per il rischio basso, 8 ore per il rischio medio, 12 ore per il rischio alto.

Chi vuole aggiungere anche il ruolo di RSPP deve poi completare un percorso ulteriore, non più differenziato per classe di rischio ma per tipologia di attività: un modulo comune di 8 ore, uguale per tutti i settori, dedicato alla valutazione dei rischi e alla redazione del DVR, con tanto di esercitazione pratica, a cui si aggiunge, solo per specifici codici ATECO come agricoltura, pesca, costruzioni e settore chimico, un modulo tecnico-integrativo di 12 o 16 ore.

Aggiornamento quinquennale

L’attestato di formazione ha validità di 5 anni. Il rinnovo richiede un aggiornamento di 8 ore, che sostituisce i precedenti percorsi differenziati per rischio (6, 10 o 14 ore). L’aggiornamento può essere erogato anche in modalità e-learning.

Come si può seguire il corso: aula, videoconferenza, e-learning

La formazione base per il ruolo di DL-RSPP non è ammessa integralmente in modalità e-learning: può essere svolta in presenza o in videoconferenza sincrona, con l’unica eccezione del modulo dedicato ai cantieri temporanei o mobili, mai erogabile online. L’aggiornamento quinquennale, invece, può essere svolto interamente a distanza. Per il datore di lavoro che gestisce in prima persona anche la produzione, la disponibilità di sessioni serali o in videoconferenza è spesso il criterio decisivo nella scelta dell’ente formativo.

Cosa rischia il datore di lavoro che non si forma

L’assenza di formazione adeguata per chi svolge i compiti di RSPP non è un’irregolarità amministrativa minore. L’articolo 55, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 81/08 prevede, per il datore di lavoro privo della formazione richiesta, l’arresto da 3 a 6 mesi o un’ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro. La norma non specifica una sanzione diretta per il mancato aggiornamento quinquennale, ma in caso di infortunio o di ispezione ASL/INAIL questa lacuna viene generalmente interpretata come formazione inadeguata, con le stesse conseguenze sanzionatorie e, soprattutto, con un’esposizione a responsabilità penale personale ben più seria del costo di un corso di aggiornamento.

In sintesi: sanzione da 3.559,60 a 9.112,57 € o arresto da 3 a 6 mesi (art. 55 c.1 lett. b, D.Lgs. 81/08) per mancata formazione del DL-RSPP. Il mancato aggiornamento quinquennale, pur privo di sanzione diretta, espone comunque a rischio in caso di ispezione o infortunio.

Il datore di lavoro RSPP può formare i propri dipendenti?

Sì, con un limite preciso. Il datore di lavoro che possiede i requisiti dell’articolo 34 per svolgere direttamente i compiti di RSPP può erogare la formazione in materia di salute e sicurezza esclusivamente ai lavoratori della propria azienda, anche senza possedere il requisito della capacità didattica normalmente richiesto ai formatori. È una deroga pensata per le realtà più piccole, ma che non elimina la necessità di programmare contenuti, verifiche di apprendimento e registri conformi a quanto previsto per la formazione dei lavoratori.

Conviene davvero fare da RSPP oppure affidarsi a un RSPP esterno?

Prima di decidere, vale la pena confrontare onestamente i due scenari:

Datore di lavoro RSPP RSPP esterno
Costo diretto Solo corso + aggiornamento quinquennale Compenso annuale continuativo
Tempo richiesto Corso iniziale + aggiornamento + gestione operativa continuativa Delegato: il tempo del DL è limitato alla supervisione
Aggiornamento normativo A carico del DL, che deve monitorarlo personalmente Garantito dal professionista incaricato
Responsabilità in ispezione Doppia: datore di lavoro + RSPP Il DL resta responsabile ex art. 18, ma con supporto tecnico documentato
Adatto a Aziende piccole, rischio stabile Aziende in crescita, rischi variabili, chi vuole delegare la parte tecnica

Per molte PMI, il vero costo nascosto della soluzione “fai da te” non è il corso in sé, ma il tempo che il titolare deve dedicare ogni anno a restare aggiornato su un impianto normativo che, come dimostra proprio l’Accordo Stato-Regioni 2025, cambia con una certa frequenza. Se la tua attività opera anche nel settore alimentare, ricorda che agli obblighi di sicurezza si affiancano quelli specifici in materia di HACCP, un altro ambito in cui l’aggiornamento normativo non perdona.

Come capire se puoi diventare DL-RSPP nella tua azienda

La verifica dei requisiti richiede di incrociare tre elementi: il codice ATECO dell’attività, il numero di lavoratori occupati e l’eventuale appartenenza a uno dei settori esclusi dall’Allegato II. Un errore di classificazione, per quanto in buona fede, non mette al riparo da sanzioni in caso di controllo. Prima di iscriverti a un corso, richiedi una verifica gratuita della tua situazione: analizziamo la classificazione ATECO, il numero di dipendenti e la storia formativa già in tuo possesso, per dirti con certezza se rientri nei requisiti dell’articolo 34 o se è più prudente affidarti a un RSPP esterno.

Conclusione

Diventare RSPP di sé stessi è una possibilità concreta per molte piccole imprese, ma va valutata con dati alla mano: settore, dimensione, tempo disponibile e reale capacità di restare aggiornati su una normativa in continua evoluzione. LG Sicurezza offre una verifica gratuita dei requisiti e, se necessario, un percorso di formazione o di RSPP esterno su misura per la tua azienda.

Domande frequenti

Il datore di lavoro può sempre fare da RSPP?

No, solo se l’azienda rientra nei limiti dimensionali e settoriali dell’Allegato II del D.Lgs. 81/08: aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori (con esclusioni per i settori ad alto rischio), agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori, pesca fino a 20 dipendenti, altre attività fino a 200 dipendenti.

Quante ore dura il corso per il datore di lavoro RSPP oggi?

Con l’Accordo Stato-Regioni 2025, al corso base per datore di lavoro si aggiunge un modulo comune RSPP di 8 ore per tutti i settori, più un modulo tecnico-integrativo di 12 o 16 ore solo per specifici codici ATECO come agricoltura, pesca, costruzioni e settore chimico.

Ogni quanto va rinnovata la formazione?

L’attestato ha validità di 5 anni e va rinnovato con un aggiornamento di 8 ore, erogabile anche in e-learning.

Cosa rischia il datore di lavoro che non fa il corso RSPP obbligatorio?

Rischia l’arresto da 3 a 6 mesi o un’ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro ai sensi dell’articolo 55 del D.Lgs. 81/08, oltre a un’esposizione diretta in caso di infortunio o ispezione.

Il datore di lavoro RSPP deve comunque nominare un medico competente?

Sì, se l’attività lo richiede: il ruolo di RSPP non sostituisce gli altri obblighi dell’articolo 18, tra cui la sorveglianza sanitaria dove prevista.

Conviene sempre fare da RSPP invece di affidarsi a un esterno?

Dipende dalla dimensione dell’azienda e dal tempo che il titolare può dedicare all’aggiornamento normativo: per attività piccole e stabili può convenire, per realtà in crescita o con rischi variabili un RSPP esterno garantisce continuità e minore esposizione personale.

author-avatar

About Luigi Gallo

Luigi Gallo Esperto in Sicurezza sul Lavoro e Conformità Aziendale Professionista specializzato nel settore della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con un focus operativo su consulenza aziendale, adeguamento normativo e prevenzione del rischio nei contesti produttivi e nel settore Ho.Re.Ca. Nel corso della sua attività supporta imprese, attività commerciali e organizzazioni nella corretta applicazione della normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro, contribuendo alla creazione di ambienti conformi, controllati e orientati alla prevenzione degli incidenti. I contenuti pubblicati sul blog LG Sicurezza nascono da un approccio basato su esperienza operativa, aggiornamento normativo costante e applicazione concreta delle disposizioni di legge, con l’obiettivo di fornire informazioni affidabili e immediatamente applicabili.

Luigi Gallo - Esperto in Sicurezza sul Lavoro
Luigi Gallo
Esperto in Sicurezza sul Lavoro
Luigi Gallo è un professionista specializzato nella consulenza aziendale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, prevenzione dei rischi, formazione obbligatoria e conformità normativa.
Attraverso LG Sicurezza supporta aziende, attività commerciali, strutture ricettive e operatori del settore Ho.Re.Ca. nell'adempimento degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08 e dalle normative vigenti.
I contenuti pubblicati su questo blog derivano dall'esperienza maturata sul campo nella gestione delle problematiche legate alla sicurezza aziendale, all'HACCP, alla formazione dei lavoratori e alla prevenzione dei rischi professionali.
Specializzazione Sicurezza sul Lavoro e HACCP
Competenze DVR, Formazione, HACCP, Consulenza Aziendale
Organizzazione LG Sicurezza
Aggiornamento Profilo Maggio 2026
Revisione editoriale: le informazioni presenti in questo articolo sono state verificate e revisionate da Luigi Gallo sulla base dell'esperienza professionale maturata nel settore della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e della normativa vigente al momento della pubblicazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *