Formazione sicurezza sul lavoro

Addetto Antincendio: obblighi e formazione 2026

Addetto antincendio

Addetto Antincendio: Obblighi e Formazione (Guida Completa)

L’addetto antincendio è una delle figure che il D.Lgs. 81/08 rende obbligatoria in ogni azienda, indipendentemente dal settore o dal numero di dipendenti. Eppure è anche una delle nomine più trascurate: capita spesso che un’impresa abbia il DVR aggiornato e l’RSPP nominato, ma nessun lavoratore formato per gestire un principio di incendio o guidare un’evacuazione.

In questa guida vediamo chi deve nominare l’addetto antincendio, come funziona la formazione nei tre livelli previsti dal DM 2 settembre 2021, quali sono gli obblighi di aggiornamento introdotti dalla riforma e cosa rischia concretamente il datore di lavoro che non adempie.

Chi è l’addetto antincendio e perché la nomina non è mai facoltativa

L’addetto antincendio è il lavoratore incaricato dal datore di lavoro di attuare le misure di prevenzione incendi, di lotta antincendio e di gestione dell’emergenza, compresa l’evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato. La sua nomina discende direttamente dall’articolo 18, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 81/08, che impone al datore di lavoro o al dirigente, di designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure antincendio, di primo soccorso e di gestione dell’emergenza.

A differenza del Preposto, la cui designazione dipende dall’organizzazione interna dell’azienda e non è sempre obbligatoria, l’addetto antincendio va sempre nominato, in ogni azienda, a prescindere dal numero di lavoratori e dal settore di attività. Fa eccezione solo il caso delle aziende fino a 5 lavoratori, nelle quali, salvo attività particolarmente pericolose escluse dal decreto, le funzioni possono essere svolte direttamente dal datore di lavoro, previa frequenza dello specifico corso di formazione.

Il RLS deve essere consultato sulla designazione degli addetti antincendio, così come sull’organizzazione della relativa formazione: è un passaggio spesso dimenticato che, in caso di ispezione, va documentato.

Le fonti normative: D.Lgs. 81/08 e DM 2 settembre 2021

Fino al 2022 la formazione antincendio era disciplinata dal vecchio DM 10 marzo 1998, che classificava le attività in rischio basso, medio e alto. Dal 4 ottobre 2022 è pienamente operativo il DM 2 settembre 2021, che ha abrogato il DM 10 marzo 1998 e ha ridenominato i tre livelli di rischio in livello 1, livello 2 e livello 3, aggiornando contenuti dei corsi, modalità pratiche di esercitazione e, novità assoluta, introducendo l’obbligo di aggiornamento periodico, prima non previsto.

Il DM 2 settembre 2021 si inserisce nel quadro generale del D.Lgs. 81/08, in particolare degli articoli 18 (obblighi del datore di lavoro), 37 (formazione dei lavoratori) e 46 (prevenzione incendi), e va letto insieme al DVR aziendale, che deve individuare il livello di rischio incendio dell’attività e, di conseguenza, il numero e la formazione degli addetti da designare. Per un quadro completo sugli obblighi del documento di valutazione dei rischi, abbiamo dedicato una guida completa al DVR.

I tre livelli di rischio incendio: come si classifica un’azienda

L’Allegato III del DM 2 settembre 2021 individua tre gruppi di percorsi formativi in funzione della complessità dell’attività e del livello di rischio, classificato in modo crescente da 1 a 3. La classificazione tiene conto di fattori come la presenza di sostanze infiammabili o esplosive, le caratteristiche costruttive dei locali, l’affollamento e l’eventuale assoggettamento ai controlli di prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco (DPR 151/2011).

Livello Ex denominazione Corso formazione Aggiornamento (5 anni) Esempi di attività
Livello 1 (1-FOR) Rischio basso 4 ore 2 ore (solo pratica) Uffici, negozi, piccoli studi professionali
Livello 2 (2-FOR) Rischio medio 8 ore 5 ore (teoria + pratica) Attività manifatturiere, magazzini, laboratori alimentari con lavorazioni a caldo
Livello 3 (3-FOR) Rischio alto 16 ore 8 ore (teoria + pratica) Stabilimenti soglia inferiore/superiore, grandi strutture ricettive, attività soggette a CPI

Le attività alimentari sono spesso il punto cieco di questa classificazione: un laboratorio con forni, friggitrici o impianti a gas può rientrare in livello 2 anche con pochi addetti. Chi gestisce un’attività di ristorazione o produzione alimentare dovrebbe verificare questo aspetto insieme al proprio piano HACCP, perché i due obblighi, sicurezza alimentare e sicurezza antincendio, viaggiano su binari normativi diversi ma vanno gestiti in parallelo.

Come si nomina l’addetto antincendio: la procedura

Il numero di addetti da designare non è fissato in modo rigido dalla legge, salvo per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, per le quali il numero minimo discende dal piano di emergenza. La regola pratica è semplice: è meglio abbondare che essere in difetto, perché il numero deve tenere conto di turni, ferie e assenze impreviste, in ogni unità produttiva e per ogni turno di lavoro deve essere sempre presente almeno un addetto formato.

La procedura tipica prevede: analisi del rischio incendio nel DVR, individuazione dei lavoratori da designare, comunicazione formale di nomina, iscrizione al corso e, solo dopo il superamento della verifica di apprendimento finale, l’effettiva operatività della nomina. Il lavoratore designato non può rifiutare l’incarico se non per giustificato motivo, di norma di natura medica, e il rifiuto ingiustificato è a sua volta sanzionato.

La formazione non deve comportare alcun onere economico per il lavoratore e si svolge, di regola, durante l’orario di lavoro, secondo il principio generale dell’art. 37 del D.Lgs. 81/08. Per organizzare corsi e aggiornamenti in modo coordinato con gli altri obblighi formativi aziendali, è utile passare dalla nostra pagina Formazione, dove sono raccolti tutti i percorsi obbligatori per lavoratori, preposti e figure specialistiche.

Il corso di formazione: contenuti e differenze tra i livelli

Il DM 2 settembre 2021 ha rafforzato soprattutto la parte pratica dei corsi. Il corso di livello 1 (4 ore), un tempo quasi esclusivamente teorico, prevede ora obbligatoriamente un’esercitazione pratica sull’uso degli estintori portatili. Nei corsi di livello 2 (8 ore) e livello 3 (16 ore) l’esercitazione pratica si estende all’utilizzo di idranti e naspi, con prove che devono comprendere l’effettiva erogazione di acqua.

Il livello 3, il più completo, affronta anche la gestione di piani di emergenza complessi, il coordinamento con le squadre dei Vigili del Fuoco in caso di intervento e le procedure di evacuazione per edifici ad alta complessità o affollamento, come strutture ricettive, ospedali o stabilimenti soggetti a rischio di incidente rilevante.

Attestato di idoneità tecnica dei Vigili del Fuoco (Allegato IV)

Per i lavoratori impiegati in attività elencate nell’Allegato IV del DM 2 settembre 2021 — tipicamente le attività a maggiore complessità, soggette a controllo dei Vigili del Fuoco — non basta il corso interno: è necessario conseguire anche l’attestato di idoneità tecnica previsto dall’art. 3 della legge 609/96, rilasciato direttamente dai Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco a seguito di un esame specifico. È una verifica ulteriore rispetto al corso 3-FOR, non sostitutiva. Valutare se la propria attività rientra in questa casistica richiede un’analisi puntuale, che il nostro RSPP effettua insieme al datore di lavoro in fase di redazione o revisione del DVR.

Aggiornamento quinquennale: la vera novità del DM 2/9/21

Prima del 2021, il DM 10 marzo 1998 non prevedeva alcun obbligo di aggiornamento periodico per gli addetti antincendio: l’attestato, una volta conseguito, restava valido a tempo indeterminato. Il DM 2 settembre 2021 ha cambiato questo scenario in modo sostanziale, introducendo un aggiornamento obbligatorio con cadenza almeno quinquennale per tutti e tre i livelli.

  • Livello 1 (1-AGG): 2 ore, solo richiamo della parte pratica sull’uso degli estintori
  • Livello 2 (2-AGG): 5 ore, parte teorica di richiamo/approfondimento più esercitazione pratica
  • Livello 3 (3-AGG): 8 ore, parte teorica di richiamo/approfondimento più esercitazione pratica estesa

Il decreto ha previsto anche un regime transitorio per chi aveva già frequentato un corso secondo il vecchio DM 10 marzo 1998: chi aveva svolto l’ultima formazione prima del 4 ottobre 2017 avrebbe dovuto aggiornarsi entro il 4 ottobre 2023 (termine già scaduto: se non regolarizzato, la posizione va sanata con urgenza); chi l’ha svolta dopo tale data deve aggiornarsi entro cinque anni dalla data del corso. Attenzione: se nel frattempo cambia il livello di rischio dell’attività — ad esempio per una crescita aziendale o una modifica del ciclo produttivo — non basta l’aggiornamento, ma va ripetuto l’intero corso di formazione nella durata corrispondente al nuovo livello.

È il punto in cui vediamo più aziende in difetto: molte imprese hanno regolarizzato la nomina anni fa e non sanno che oggi quell’attestato ha una scadenza. Un controllo delle date di scadenza degli attestati antincendio dovrebbe far parte della revisione periodica del DVR.

I compiti dell’addetto antincendio in caso di emergenza

Nella pratica operativa, l’addetto antincendio deve: intervenire tempestivamente su un principio di incendio con le attrezzature disponibili, attivare le procedure previste dal piano di emergenza ed evacuazione, guidare l’evacuazione dei lavoratori e degli eventuali clienti o visitatori, e mettersi a disposizione delle squadre dei Vigili del Fuoco al loro arrivo. Il piano di emergenza è parte integrante del DVR e deve essere conosciuto a memoria da tutti gli addetti designati, non solo consultato in caso di necessità.

Un aspetto spesso trascurato riguarda gli edifici condivisi da più datori di lavoro (ad esempio centri commerciali, uffici in condivisione, coworking): il DM 2 settembre 2021 richiede che i piani di emergenza delle singole aziende siano coordinati tra loro, e che le esercitazioni antincendio siano organizzate in collaborazione tra i diversi occupanti dello stabile.

Sanzioni per mancata nomina o formazione dell’addetto antincendio

La mancata nomina e formazione della squadra di emergenza antincendio è punita, ai sensi dell’art. 55, comma 5, lettera a) del D.Lgs. 81/08, con l’arresto da 2 a 4 mesi o con l’ammenda da 750 a 4.000 euro a carico del datore di lavoro. È una sanzione che si applica anche se l’azienda ha semplicemente lasciato scadere l’aggiornamento quinquennale, perché un attestato scaduto equivale, agli occhi della legge, a un addetto non formato.

Oltre alla sanzione amministrativa o penale diretta, c’è un rischio meno visibile ma più grave: in caso di incendio con danni a persone, l’assenza di addetti regolarmente formati aggrava in modo significativo la posizione del datore di lavoro in sede penale, perché dimostra una colpa specifica e documentabile — la violazione di un obbligo puntuale, non una generica negligenza.

Anche il lavoratore ha un obbligo speculare: il rifiuto ingiustificato della designazione è sanzionato a suo carico, sebbene con importi più contenuti.

Addetto antincendio, RLS, Preposto e RSPP: chi fa cosa

Nel sistema di prevenzione disegnato dal D.Lgs. 81/08, le figure si integrano ma hanno ruoli distinti. L’addetto antincendio opera sul campo in caso di emergenza; il Preposto sovrintende all’attività quotidiana dei lavoratori, ma — a differenza dell’addetto antincendio — la sua nomina non è sempre obbligatoria; il RLS rappresenta i lavoratori e va consultato sulla designazione degli addetti e sull’organizzazione della formazione; l’RSPP, infine, è la figura tecnica che affianca il datore di lavoro nella valutazione dei rischi, nella classificazione del livello di rischio incendio e nella pianificazione di nomine, corsi e aggiornamenti.

A completare il quadro della sorveglianza sanitaria e degli altri obblighi connessi ai luoghi di lavoro, può essere utile consultare anche la pagina dedicata alla sorveglianza sanitaria, spesso richiesta insieme alla nomina degli addetti alle emergenze in fase di prima organizzazione aziendale.

Domande frequenti

L’addetto antincendio è obbligatorio anche per una piccola azienda?

Sì. La nomina è obbligatoria in ogni azienda, indipendentemente dal numero di lavoratori; nelle imprese fino a 5 dipendenti il ruolo può essere svolto direttamente dal datore di lavoro, previa formazione.

Quanto dura il corso per addetto antincendio di livello 1?

Il corso per attività di livello 1 (ex rischio basso) dura 4 ore e comprende, dal 2021, anche un’esercitazione pratica sull’uso degli estintori.

Ogni quanto va rinnovato l’attestato antincendio?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per tutti i livelli: 2 ore per il livello 1, 5 ore per il livello 2, 8 ore per il livello 3.

Cosa succede se non nomino un addetto antincendio?

Il datore di lavoro rischia l’arresto da 2 a 4 mesi o un’ammenda da 750 a 4.000 euro, ai sensi dell’articolo 55 del D.Lgs. 81/08, oltre a un aggravio di responsabilità in caso di incendio con danni a persone.

Il datore di lavoro può fare da solo l’addetto antincendio?

Sì, ma solo nelle aziende fino a 5 lavoratori e per attività non escluse dal decreto, previa frequenza dello specifico corso di formazione.

Come si stabilisce il livello di rischio incendio della mia azienda?

Il livello (1, 2 o 3) è individuato dal DVR sulla base dei criteri dell’Allegato III del DM 2 settembre 2021, che considera sostanze presenti, caratteristiche dei locali, affollamento ed eventuale assoggettamento ai controlli dei Vigili del Fuoco.

L’addetto antincendio può rifiutare l’incarico?

Solo per giustificato motivo, di norma di natura medica. Il rifiuto ingiustificato è a sua volta sanzionato a carico del lavoratore.

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About Luigi Gallo

Luigi Gallo Esperto in Sicurezza sul Lavoro e Conformità Aziendale Professionista specializzato nel settore della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con un focus operativo su consulenza aziendale, adeguamento normativo e prevenzione del rischio nei contesti produttivi e nel settore Ho.Re.Ca. Nel corso della sua attività supporta imprese, attività commerciali e organizzazioni nella corretta applicazione della normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro, contribuendo alla creazione di ambienti conformi, controllati e orientati alla prevenzione degli incidenti. I contenuti pubblicati sul blog LG Sicurezza nascono da un approccio basato su esperienza operativa, aggiornamento normativo costante e applicazione concreta delle disposizioni di legge, con l’obiettivo di fornire informazioni affidabili e immediatamente applicabili.

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Luigi Gallo è un professionista specializzato nella consulenza aziendale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, prevenzione dei rischi, formazione obbligatoria e conformità normativa.
Attraverso LG Sicurezza supporta aziende, attività commerciali, strutture ricettive e operatori del settore Ho.Re.Ca. nell'adempimento degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08 e dalle normative vigenti.
I contenuti pubblicati su questo blog derivano dall'esperienza maturata sul campo nella gestione delle problematiche legate alla sicurezza aziendale, all'HACCP, alla formazione dei lavoratori e alla prevenzione dei rischi professionali.
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Aggiornamento Profilo Maggio 2026
Revisione editoriale: le informazioni presenti in questo articolo sono state verificate e revisionate da Luigi Gallo sulla base dell'esperienza professionale maturata nel settore della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e della normativa vigente al momento della pubblicazione.

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